Presentazioni

Da sempre la fotografia ha attratto il mio interesse e se dovessi riavvolgere il filo dell’esperienza risalirei al periodo quando da studente delle scuole superiori tutta la classe organizzava un’uscita (quella volta si diceva una passeggiata) e naturalmente tutti si chiedevano chi avrebbe portato la macchina fotografica per fissare i vari momenti. Avevo un amico che possedeva una macchinetta fotografca a pellicola di quelle che da un fotogramma 6x9mm si potevano avere due pose. Riuscivo sempre a farmela prestare e questo ha permesso di avere tuttora i ricordi di quel lontano tempo.

In seguito ho comperato una orribile macchinetta di plastica (era chiamata bachelite) con un vetro come obiettivo con la quale si ottenevano delle bruttissme foto ma delle quali ero ogoglioso perché le avevo scattate con la “mia” macchina fotografica. Riprendevo angoli del paese e scenette familiari e nulla  rimne di questi scatti.

Successivamente ho avuto una macchina fotografica COMET che permetteva anch’essa di avere due pose da un fotogramma 6x9mm. Naturalmente si tatta di apparecchi fotografici a pellicola. Continuavo a riprendere scene familiari o gruppi di amici ma cominciavo a prendere in considerazione altri aspetti e le nature morte attiravano la mia attenzione sempre più frequentemente.

Negli anni ’60 ho acquistato un apparecchio fotografico “importante”: una macchina fotografica VOIGTLANDER VITO CD: il massimo che potevo permettermi fianziariamente.

Con questo apparecchio sono entrato ufficialmente nel mondo della ripresa fotografica imparando a considerare elementi che mi erano sconosciuti: profondità di campo, tempo di esposizione, diaframma, ISO e le correlazioni di cui bisogna tener conto. In questo periodo ho cominciato ad usare le pellicole a colori e, pur apprezzando la bellezza della resa cromatica soprattutto nei paesaggi, il bianco e nero ha continuato ad interessarmi maggiormente anche per l’esperienza che acquisivo sviluppando le pellicole e lavorando in camera oscura prima della stampa.

L’uso di lenti addizionali sulla Voigtlander ha permesso di riprendere elementi molto da vicino ma si è trattato di esperienze molto complicate perché l’ottica della macchina aveva bisogno di correggere la parallasse e senza lo strumento adeguato tutto è stato più difficile.

Finalmente con un apparecchio reflex FUJICA  ST 701 ho appreso a fotografare tenendo ben presente l’inquadratura del soggetto che desideravo apparisse nello scatto.

I miei scatti miglioravano ma ero cosciente che esistevano ancora grandi margini di miglioramento facendo, per esempio, maggiore attenzione ai particolari che spesso disturbavano un’inquadratura.

Ho continuato a fotografare senza avere tuttavia un preciso percorso da seguire si tratta quindi di scatti di occasione che non hanno significato molto.

La partecipazione alle attività del Circolo Fotografico mi ha aiutato a riflettere su cosa si può ottenere con la fotografia.

Per prima cosa ho aggiornato l’attrezzatura con CANON 3000 della quale ho potuto apprezzare la versatilità e le molteplici funzioni che offriva di cui mi sono servito per eseguire degli scatti multipli con risultati a volte molto interessanti.

I tempi erano maturi per il passaggio al digitale e una CANON EOS 300D e l’apparecchio fotografico che uso normalmente.

Gli scorci di centri abitati, di abitazioni particolari, di angoli della natura hanno da sempre fissato la mia attenzione senza trascurare la luce dei tramonti e delle albe che sulle montagne e al mare hanno un fascino particolare.

Molto spesso le nuvole con le loro forme particolari nella luce dei tramonti e delle albe hanno rappresentato i soggetti dei miei scatti.

La macrofotografia rappresenta un mondo affascinante da esplorare e per la quale è richiesta, oltre ad una attrezzatura adeguata, molta pazienza e la perseveranza che permette di superare e correggere gli errori.

Non nascondo tuttavia che la fotografia in bianco e nero, forse perchè era l’unica forma esistente quando ho cominciato a fotografare, è la tecnica che mi affascina maggiormente e non trascuro occasione per riprendere delle scene usando la pellicola o elaborando l’immagine in post-produzione se la ripresa avviene in digitale.

Rimane la difficoltà dello sviluppo delle pellicole in bianco  e nero ma a questo ho ovviato riprendendo l’attrezzatura che usavo negli anni ’70 e quindi, occupando il bagno (con la massima gioia dei familiari) mi accingo allo sviluppo delle pellicole per poi digitalizzarle e poterle usare in ogni occasione.

Con questa presentazione ho cercato di tratteggiare il percorso che mi portato a produrre delle immagini e ad offrirle in questo sito.

Grato per tutti i consigli che mi arriveranno e le critiche che mi aiuteranno a migliorare gli scatti